Una campagna di
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Ciao a tutti!
Mi chiamo Matteo Losa, vivo a Milano e lavoro come fotografo e collaboratore di VanityFair.it sul canale Benessere. Scrivo. Scrivo in modo particolare di sesso e questo già basterebbe a definirmi un uomo fortunato. La mia vita però non è una di quelle fiabe delicate in cui i protagonisti non si sporcano mai le mani. La mia vita è molto più intensa e #FiabeControilCancrorappresenta una grossa fetta della mia vita.
Il titolo del mio progetto #FiabeControilCancro spiega già molto di quella che è la mia idea artistica, ma spero in queste poche righe di trasmettervi l’essenza di Fiabe contro il cancro e lo spirito che mi spinge ogni giorno.
Quando ho presentato a diversi editor il mio sogno di scrivere fiabe classiche sulla malattia inizialmente tutti mi hanno consigliato di… Abbandonarlo. Sì, abbandonare direttamente l’idea della fiaba e scrivere invece la storia di un bambino malato che si deve recare in ospedale per curarsi e facendo squadra con altri bambini malati riesca a trovare le forze di guarire grazie alla loro amicizia e usando il potere dell’immaginazione. Ci abbiamo lavorato un po’ sopra e, insieme, era uscita l’idea che questi bambini trasformassero i corridoi d’ospedale nelle segrete di un castello dove, durante la notte, a luci spente, quando la sorveglianza degli infermieri si fa un po’ meno pressante sgattaiolassero giù dal letto, vivendo mille avventure come prodi cavalieri.
Beh, ho letto tutto quello che mi era stato consigliato di leggere a riguardo e ho valutato molto questa possibilità, tanto che per un attimo ho anche preso in considerazione seriamente l’idea di realizzarla… Solo che poi mi è venuto in mente Francesco.
Francesco era un mio amico morto a diciassette anni di questa malattia.
E oltre a Francesco mi è venuto in mente anche me stesso. Che da dieci anni combatto il cancro con operazioni e chemio per non fare la fine di Francesco.
Allora mi sono detto, “Che cosa avremmo fatto noi se ci fosse stato messo in mano un libro di questo tipo?”.
Beh, ne avremmo strappato tutte le pagine.
Perché la verità è che la malattia è una merda. E proporre una visione delicata della malattia a un bambino sarebbe mentirgli, significherebbe propinargli una visione distorta della realtà ancora più incredibile della fiaba stessa.
Perché a un bambino malato in ospedale, per far la chemio, non si può dire “Tu da quel letto ti puoi alzare e gozzovigliare con gli altri bambini come se niente fosse.” Ma a un bambino del genere però si può dire “Tu da quel letto ti potrai alzare! Solo se troverai dentro di te la forza di sopravvivere alla cura.” che il più delle volte è un dolore ancora più devastante della malattia stessa.
E per fare questo non c’è che un solo modo, il più antico strumento per trasmettere un messaggio: la fiaba. Insomma il più antico modo per trasmettere l’exemplum su come agire davanti a un’avversità se vogliamo superarla e conquistarci il famigerato lieto fine.
D’altronde se pensate a Cappuccetto Rosso non si parla in toni pacati di una bambina stuprata e uccisa da un uomo cattivo, ma con toni intensi di una bambina divorata da un lupo nero. Eppure i Grimm utilizzando la metafora fiabesca fanno uscire altrettanto forte se non più forte il messaggio di diffidare dagli sconosciuti.
Questo è lo spirito su cui si fonda tutto il mio progetto #FiabeControilCancro: l’anima della fiaba classica.
Proprio come per la fiaba classica il mio pubblico vorrei fosse dagli zero ai 99 anni. Perché quando penso a ciò che scrivo e quando penso a “Lo scoglio di Petra”, che spero avrete il desiderio di far nascere con me, penso a una mamma che ha un bambino in ospedale e deve trovare il modo di dirgli “Piccolo resisti al dolore della chemio perché è l’unico modo che abbiamo per provare a salvarti.” Quando penso al “Criceto pettirosso”, un’altra delle miei fiabe, penso a due fidanzatini adolescenti cui al ragazzo dicono “Tu a cinquant’anni non ci arrivi” e la fidanzatina deve scegliere se stargli comunque accanto oppure prendere un’altra strada…
Con chi cammino verso questo sogno
Ecco questo è quello in cui credo io, nel potere della fiaba classica e nella realizzazione di un lieto fine se si lavora abbastanza per ottenerlo. Questo è quello in cui crede il mio cagnolone che da dieci anni mi accompagna e non mi lascia solo un minuto, questo è ciò in cui crede la mia ragazza che con me condivide questa vita, ciò in cui credono mamma e papà, ma soprattutto ciò in cui crede Airc che ha deciso di cominciare con me questa avventura di crowdfunding sostenendo il progetto #FiabeControilCancro, offrendosi di firmare la prefazione del libro illustrato de “Lo scoglio di Petra” che qui cercheremo di far nascere e mettendo quindi il loro mattoncino dorato sulla mia strada che porta al mio lieto fine.
E proprio per ringraziarli della disponibilità, ma soprattutto dell’affetto che mi hanno dimostrato da subito ho deciso di destinare parte del target economico di #FiabeControilCancro come donazione ad Airc, affinché continuando con la ricerca scientifica possano continuare e a salvare la mia e altre vite. Affinché possano continuare ad alimentare la speranza del mio lieto fine e di chi come me ha deciso di credere nelle fiabe!
#FiabeControilCancro è un progetto artistico che appunto si fonda sulla fiaba come strumento per comprendere e affrontare la malattia. Il progetto si compone di un libro illustrato con una fiaba classica sulla malattia scritta da Matteo Losa, stile Fratelli Grimm e Perrault per intenderci, ma anche di una mostra fotografica che associa alcuni passaggi di grandi classici della fiaba che bene rappresentano i pensieri e dubbi del malato, come Alice nel paese delle meraviglie e Peter Pan, a scatti fotografici realizzati da Matteo Losa durate il periodo di cura per dimostrare che si può vedere la magia della fiaba anche nei momenti più brutti e nei luoghi più impensabili.
Si può contribuire a #FiabeControilCancro quindi preacquistando il libro o gli scatti fotografici della mostra itinerante che ci darà modo di conoscerci anche dal vivo in questi mesi di crowdfunding.
Ora tocca a voi mettere il vostro mattoncino dorato sulla strada per il lieto fine quindi vi aspetto per costruirla insieme e camminare uno accanto all’altro verso la realizzazione di cose grandi, verso il traguardo di #FiabeControilCancro. Perché come dico sempre: #insiemesipuò!
Uno degli obiettivi che ho più a cuore è proprio Dona una fiaba. Contribuendo in questo modo a #FiabeControilCancro avrete l'opportunità di preacquistare una fiaba per voi e ordinarne una che verrà donata a vostro nome nei reparti di oncologia pediatrica che collaborano con Airc. Ecco, se volete farmi e farvi un regalo speciale, questo è davvero il pacchetto che più vi consiglio. Perché non c'è modo migliore di volersi bene che volerne al prossimo! #insiemesipuò
Potete seguire l'andamento della campagna, le nostre nuove iniziative e dove trovarci sulla nostra pagina Facebook www.facebook.com/FiabeControilCancro e sul nostro sito www.fairitales.it
In ultimo teniamo a sottolineare che la realizzazione del libro "Lo scoglio di Petra" e di tutte le altre ricompense facenti parte del progetto #FiabeControilCancro è strettamente vincolata al raggiungimento del target economico prefissato di 19.000€.
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