Una campagna di
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L’ossessione nello stabilire confini territoriali, culturali e razziali provoca disastri quasi irreparabili. I conflitti che si sono succeduti nell’area nord orientale italiana, poco approfonditi dalla storiografia, sono emblematici. Il romanzo si snoda intorno ai prodromi e allo svolgimento della seconda guerra mondiale, con l’occupazione cosacca della Carnia, con la lotta partigiana e con la vicenda jugoslava relativa alla Venezia Giulia. I protagonisti, che affrontano con non poche peripezie i tempi in cui sono coinvolti, rappresentano drammaticamente i contrasti di una Storia che non riconosce umani innocenti. A differenza di chi annuncia che i fatti rappresentati sono inventati, abbiamo invece un racconto di storie vere, apparentemente incredibili ma vere nella loro eccezionalità.
Giuseppe d’Alò è nato a Salerno e vive a Napoli. Giovanissimo vede dei suoi testi poetici pubblicati da autorevoli riviste letterarie. Laureato in lettere alla Federico II con una tesi su Franco Fortini si impegna successivamente nell’attività politica ricoprendo numerosi incarichi istituzionali e di direzione nazionale per il Pci prima e poi per i Ds e per il Pd. Giornalista pubblicista ha fondato e diretto il mensile di politica e cultura Nadir. Autore di articoli e di saggi ha diretto anche l’O, mensile nazionale dei Ds, e ha collaborato con la rassegna di studi filosofici e storici della università Federico II ‘’Vichiana’’. Nel 2006 una sua raccolta di poesie Vetri taglienti ha vinto il primo premio Arena. Nel 2012 pubblica con Alfredo Guida editore il romanzo Di muro in muro che viene presentato in molte città italiane ed entra nella prima selezione del premio Strega in seguito alla segnalazione di Louis Godart e di Giampaolo Rugarli.
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