Una campagna di
Gianluca FarinaContattiInserisci il tuo indirizzo email: ti invieremo una nuova password, che potrai cambiare dopo il primo accesso.
Controlla la tua casella email: ti abbiamo inviato un messaggio con la tua nuova password.
Potrai modificarla una volta effettuato il login.
Il tuo contributo servirà a sostenere un progetto ambizioso. Scegli la ricompensa o la somma con cui vuoi sostenerlo e seleziona il metodo di pagamento che preferisci tra quelli disponibili. Ti ricordiamo che il progettista è il responsabile della campagna e dell'adempimento delle promesse fatte ai sostenitori; sarà sua premura informarti circa come verranno gestiti i fondi raccolti, anche se l'obiettivo non sarà stato completamente raggiunto. Le ricompense promesse sono comunque garantite dall’autore.
Novembre 1989, crolla il Muro di Berlino e l’URSS è in profonda crisi.
Nei mesi successivi un piccolo gruppo di parmigiani opera due spedizioni umanitarie autogestite nella disastrata Romania del dopo Ceausescu (unico paese del blocco sovietico con rivoluzione sanguinosa) per portare soccorso a persone, particolarmente ai bambini, in situazioni di estremo disagio. L’attività del Gruppo prosegue con attività crescente fino al 2009, poi nasce l'Associazione no-profit Il Giocattolo, formalmente fondata in Romania nel 2010 ove inizia a occuparsi di Brădet, una colonia montana (metri 685 slm) di circa 400 abitanti, situata nel sud ovest della Romania (poco distante dal confine serbo). Poi allarga la sua attività umanitaria alla cittadina di Anina (7.000 abitanti).
Qui cosa fa e con quali risultati: www.ilgiocattolo.org
1° Non abbiamo praticamente spese di struttura perché ogni operatore volontario si paga viaggio, vitto e alloggio. Quindi ogni denaro è usato per le attività. Ci sosteniamo con l'impegno materiale dei fondatori e con l'aiuto economico degli associati e simpatizzanti.
2° Cerchiamo di dare ai bambini/ragazzi una base per costruire il proprio futuro, nella convinzione che tutti abbiano un talento da valorizzare e spetti a noi adulti indirizzare i giovani. Quindi, con le varie attività (di cui dal sito vedete esempi), cerchiamo di fornire basi, princìpi e regole (la vita è fatta anche di regole). In particolare, vogliamo insegnare che esistono dei diritti civili ma anche dei doveri.
Ci chiamiamo "il Giocattolo" perchè sappiamo dell'importanza dei giochi per i bambini. Se nessuno avesse regalato una chitarra a Paul McCartney, forse non avremmo avuto i Beatles.
Nella cittadina di Anina (Romania) e relativa frazioncina di Bradet, tra le altre attività, abbiamo iniziato a seguire - con due brave psicologhe di Timisoara - una ventina di bambini con problemi particolari: difficoltà di apprendimento e di attenzione con diversi gradi di gravità (il livello di scolarizzazione in quelle zone è assai basso, nonostante gli sforzi). Ad esempio, abbiamo un bambino che non sa riconoscere i colori: nessuno glieli ha mai insegnati; è iper-attivo e a scuola lo tengono segregato per non disturbare gli altri scolari. Abbiamo provato a farlo disegnare e si è subito calmato (disegnare gli piace); ha solo bisogno di attenzioni e di affetto. Sarebbe un caso da insegnante d'appoggio, che là non c'è; se non si interviene, il problema diverrà cronico, come tanti altri casi che vediamo scorrere davanti a noi e ci rendono tristi spettatori impotenti.
Ci sono anche bambini affetti da autismo di diversa gravità. Con adeguati interventi alcuni di loro potrebbero avere una vita quasi normale.
Facciamo presente che il Sistema sociale è molto carente in quella parte della Romania (sud-ovest) e che le nostre psicologhe sono presenti solo una volta al mese (vivono a chilometri di distanza, a Timisoara, e i tempi di percorrenza sono veramente lunghi); inoltre è il massimo che la nostra Associazione riesce a finanziare, al momento.
Le problematiche che hanno i bambini, in molti casi, potrebbero essere risolte se non al 100% almeno in misura tangibile; i bambini, se presi e seguiti da quando il problema si manifesta, specie quello di attenzione, potrebbero essere recuperati a una vita normale.
Le nostre psicologhe al lavoro (alla presenza delle mamme):
Oltre al supporto professionale a circa 20 bambini, che è la base nel nostro progetto, occorre acquistare:
1) uno specchio unidirezionale antisfondamento per dare possibilità alle mamme di seguire le sedute e i progressi dei propri figli, senza essere viste, mantenendo così un certo feeling tra bambini e psicologhe; in questo modo anche le mamme imparano le metodologie per proseguire il lavoro con i loro figli in modo autonomo;
2) colori e fogli per far disegnare i bambini e avere una panoramica più ampia delle problematiche di ognuno di loro; è noto che i disegni mostrano molto della personalità e delle carenze delle persone, specialmente nei bambini con i quali è più difficile stabilire un dialogo;
3) una lavagna con relativi pennarelli.
Ecco il nostro budget:
Le attività saranno svolte in adeguati locali, già nella disponibilità dell'Associazione.
Ogni donatore riceverà (via posta) disegni dei bambini, anche a dimostrazione dei progressi (con un report).
Ogni donatore riceverà (via mail) periodicamente notizie sull'andamento del progetto.
L’Associazione “Il Giocattolo” è stata fondata in Romania nel luglio 2010 ma opera, in favore della Romania, già dal marzo 1990.
Il nucleo è partito da un piccolo gruppo di amici italiani (principalmente zona Parma-Milano), che in origine organizzava spedizioni umanitarie di soccorso alle persone in situazioni di disagio, in particolare bambini. Il nome era Gruppo “Il Giocattolo”.
Dopo aver aiutato enti, quali orfanotrofi, ospizi ed asili (in varie zone), il Gruppo è passato all’assistenza diretta di famiglie, in un faticoso (ma gratificante) lavoro di selezione dei beni da portare, che partiva dalla redazione di un quadro anagrafico completo della famiglia, in modo da portare quanto effettivamente necessario (vestiti di taglia giusta, giocattoli adatti, casalinghi, ecc…). I lavori preparatori sono sempre stai eseguiti grazie al supporto di persone che, sacrificando il tempo libero, hanno lavorato per pulire, riparare, selezionare. Il tutto con l’atteggiamento che “i poveri hanno diritto al rispetto”; ogni pacco ha sempre avuto il nome del destinatario e non un numero (!). Siamo arrivati anche a costruire una casa per una famiglia numerosa.
Tale attività, consistente nel viaggio di un autoarticolato uno o due volte l’anno, è proseguita fino al dicembre 2008.
Al ritorno dalla spedizione decembrina di Brădet 2008 l’amica Maria Grazia di Milano ha avuto l’illuminata idea di cambiare modalità ed iniziare un progetto più ambizioso ma più concreto, provando a trasferire le nostre competenze ed esperienze per aiutare le persone a sviluppare un’ autonoma capacità di migliorare la propria vita.
E' quindi iniziato il Progetto Bradet, chequi potete leggere.
Qui il relativo video: Un modo nuovo
Da allora l'attività si è ampliata all'intera cittadina di Anina di circa 7.000 abitanti, appunto interessata al progetto proposto.
Ogni altra informazione sul sito: www.ilgiocattolo.org
E qui un esempio della attività svolte (nel 2018)
Per ogni richiesta di approfondimento: info@ilgiocattolo.org
Commenti (1)