Una campagna di
Luca BaeliContattiInserisci il tuo indirizzo email: ti invieremo una nuova password, che potrai cambiare dopo il primo accesso.
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Quanto siamo disposti a sacrificare sull'altare dei nostri (alter-) ego digitali?
Quanto sappiamo conservare qualcosa che sia ancora privato, soltanto nostro?
Queste sono le premesse da cui nasce questo progetto autoprodotto da Luca Baeli, regista e sceneggiatore del film.
Si tratta di un cortometraggio thriller di stampo metaforico che intende aprire spunti di riflessione sulla dissoluzione della privacy; sulla serenità con cui - pezzo dopo pezzo - stiamo svendendo la nostra vita privata sui social network.
E questa piccola narrazione di cinque minuti parlerà di tutto ciò mettendo in scena un conflitto, semplice eppure potente: una privazione. Forse la privazione più devastante che possa esistere. Quella di un figlio che viene strappato alla madre, e viceversa.
Una camera da letto contemporanea, squadrata ed elegante.
Un tempo sospeso, impossibile da definire con esattezza.
Una MADRE, perfettamente truccata senza la minima imperfezione.
Un BAMBINO, creatura innocente, catturato in migliaia di fotografie.
Un tappeto di oggettini, tra ciucci, giocattoli e sonagli; ma anche rossetti, gioielli e creme estetiche.
E, infine, uno smartphone, onnipresente.
Questa è l'arena in cui si svolge questo dramma, innescato da un'azione che ormai domina il nostro quotidiano: un "tap" su un touchscreen. Il click di una fotografia. Poi, l'inspiegabile: il bambino è sparito.
Presto, la madre scopre che è stato catturato da qualcosa. O forse da qualcuno. Per trovare il colpevole, forse, basterà soltanto uno specchio. Un riflesso.
Un riflesso privato.
LA MADRE.
Una donna come tante. Sola in una sfarzosa casa. Non sappiamo nulla di lei. Sappiamo solo quello che c'è scritto nella biografia del suo profilo social: "Just a little Prince's Mommy". Poco più in alto, troviamo un'altra informazione: 50.000 follower.
IL BAMBINO.
Una figura sfuggente. Non sarà mai inquadrato in volto, in coerenza con il tema del progetto.
LO SMARTPHONE.
Spettatore oscuro e onnipresente. Ma anche antagonista e insieme mezzo di risoluzione del conflitto.
Le riprese del progetto si svolgeranno a Roma in un unico ambiente: la camera da letto della madre.
A breve ulteriori informazioni sulla location, attualmente in fase di contrattazione.
Il progetto nasce dall'osservazione di una radicale rivoluzione, nell'arco di pochissimi anni, del concetto di privacy non solo tra i vip ma anche (e qui il paradosso) tra la gente comune. Si tratta purtroppo di un tema trattato poco o per nulla.
Al contrario, a mio parere - e a parere del cast e della crew - questo ambito potrà avere radicali e inquietanti trasformazioni nel futuro prossimo, se non si apre una profonda riflessione, coinvolgendo chi segue e chi si mostra, chi si sta formando da adolescente e chi trova rifugio nonostante abbia raggiunto la maturità, ma soprattutto i bambini che nascono e crescono in quello che è un vero e proprio ambiente digitale.
I social network sono reali, sono in mezzo a noi, sono una presenza fissa e spesso ossessiva nelle nostre vite. E ci pongono nella linea sempre più sottile di ciò che è privato e ciò che è pubblico, quel che è bene tenere per sé e quello che può essere condiviso con amici stretti o con follower o con il mondo intero. Quando e se mai quella fragile linea si spezzerà del tutto, dovremo porci delle domande.
Cosa siamo? Chi siamo? Un'etichetta, una parola chiave scritta in una bio? Il numero di follower che abbiamo? Le immagini sulla nostra bacheca? Quello che mostriamo oppure quello che sapientemente nascondiamo o levighiamo, su questi palcoscenici digitali?
E ancora, da quando è diventato normale spargere ovunque immagini di bambini senza pensare a chi possa prenderne possesso?
Per raccontare tutto questo, il progetto parte da una fonte di ispirazione principale: BLACK MIRROR. La geniale serie tv americana che racconta - in episodi antologici - in che modo la tecnologia sta letteralmente penetrando non solo la nostra vita, ma forse il concetto stesso di "essere umano", spesso con risvolti agghiaccianti, a volte con un tono beffardamente malinconico nel riconoscere che la tecnologia è al tempo stesso droga e medicina.
Dopo una lunga gestazione - tra rimandi per la pandemia e riscritture - di circa due anni, il cortometraggio ha seguito/sta seguendo il seguente iter.
Laureato in Scienze Politiche e diplomato all'Accademia di Cinema e Televisione Griffith, ama e studia da molti anni i meccanismi narrativi a fianco ai mutamenti sociali, due ambiti a suo avviso strettamente connessi. Dopo due anni di rallentamento, è pronto a ripartire nella Capitale.
Di seguito, i cortometraggi che finora ha all'attivo.
("Il tempo migliore", Luca Baeli, 2018)
("La casa vuota", Luca Baeli, 2019)
("Cuori tra le onde", Luca Baeli & Corrado Signoroni, 2022)
Professionista di grande esperienza, nel settore cinematografico e teatrale fin dalla fine degli anni '90 tra Italia e Regno Unito, è stata un acquisto fondamentale per il progetto, a cui ha aderito con entusiasmo e con una forte comprensione del nucleo tematico della storia.
Di seguito, tre titoli della sua lunga Filmografia.
("La stanza del figlio", Nanni Moretti, 2001)
("Il caimano", Nanni Moretti, 2006)
("Malacarne", Lucia Zanettin, 2022)
Diplomato all'Accademia del Cinema Ragazzi di Enziteto (Bari), inizia a lavorare su vari set tramite la Film Commission pugliese, specializzandosi come Data Manager/DIT, ma portando avanti anche progetti piccoli come DoP e Operatore. Nel 2021 si trasferisce a Roma, dove sta proseguendo la sua carriera.
Di seguito, tre fotogrammi tratti da suoi lavori precedenti:
A BREVE, IL RESTO DI CAST E CREW...
Di seguito, il suo shop online:
Al momento, il cortometraggio è interamente autoprodotto da Luca Baeli, regista del progetto. Tuttavia, sia per una questione - come si potrà immaginare - di peso produttivo sia per ragioni legate alla natura "sociale/social" del prodotto finale, questa campagna di crowdfunding intende "condividere" il progetto con chi abbia a cuore i temi raccontati, purtroppo poco o per nulla rappresentati dal circuito cinematografico italiano (e non solo).
Per questo, raccogliere la cifra di 3.500 € (che equivale, secondo le stime, al 40-50% del budget totale) potrebbe essere decisivo per:
Man mano, sarà reso pubblico l'utilizzo specifico dei fondi, in assoluta trasparenza.
Anche un piccolo contributo può davvero fare la differenza, senza alcuna retorica.
Accettiamo qualunque tipo di donazione libera che possa aiutarci a raggiungere il nostro obiettivo.
Di seguito le nostre fasce di donazione, a cui corrispondono riconoscimenti simbolici per ringraziare la tua generosità. Ogni categoria comprende anche le precedenti.
BRONZO
(da 25 a 50 €):
- Ringraziamenti nei titoli di coda.
ARGENTO
(da 50 a 100 €):
- Visione del cortometraggio in anteprima.
ORO
(da 100 a 250 €):
- Backstage, info, curiosità e foto di scena. Locandina a scelta firmata dal regista e dagli attori
PLATINO
(da 500 € in su):
- Nome tra i co-produttori del corto, nei titoli di coda.
EXTRA; per professionisti, imprenditori, aziende e sponsor vari
(fornimento gratuito di materiali di scena in cambio di sponsorizzazione):
- Figurazione del marchio e dei contatti (eventuali pagine social, ecc.) nei titoli e nelle pagine social del progetto, già durante la pre-produzione. Visita la nostra pagina instagram per contattarci e collaborare con noi!
Anche nel caso non potessi fare una donazione - monetaria o materiale - per il nostro progetto, ti chiediamo di condividere questa pagina tra i tuoi amici, conoscenti e parenti. Allargare la rete di sostenitori può essere decisivo per aiutare tutte le professionalità coinvolte a ottenere ciò che meritano, ma anche per creare un circolo virtuoso sui temi sollevati dal cortometraggio.
A presto e grazie per l'attenzione!
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