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Nel 2021, inaspettatamente, dopo oltre un anno di crisi dovuta alla pandemia, abbiamo visto un barlume di speranza. A Mogoro, distretto tessile sardo e centro indiscusso dell’arte della tessitura artigianale, in posizione strategica a metà tra Oristano e Cagliari e cioè due delle principali città della Sardegna, si è aperta un’opportunità.
Mogoro è un piccolo paesino, abitato sin dalle epoche nuragica e romana, rimasto quasi intatto negli ultimi secoli e quindi caratterizzato da un centro storico che possiede ancora antiche dimore e botteghe di una volta, rimaste inalterate nel tempo e quindi tutt’ora immerse nella loro epoca.
A livello internazionale, Mogoro è celebre per la sua fiera incentrata sui prodotti tessili, la fiera dell’Artigianato artistico della Sardegna, che ogni anno attrae persone da tutto il mondo per la qualità e l’originalità delle proprie esposizioni, dove figurano tutte le ricchezze tradizionali sarde, dalle ceramiche ai tappeti lavorati al telaio, nonché i famosi gioielli in filigrana sardi. Tuttavia, proprio per via della sua rarità, lo scialle sardo non ha ancora il suo posto d’onore all’interno di questo prestigioso evento
L’esigenza di colmare questa lacuna è stata incontrata dall’occasione di salvare e ripristinare un’antica dimora tipica sarda, rimasta inalterata nel tempo e, ahinoi, in via di decadimento.
La nostra squadra ha intenzione di acquistare questa proprietà e trasformarla in una casa-museo con annesso Bed & Breakfast e scuola di ricamo.
Questa meravigliosa casa novecentesca è perfetta per il nostro progetto: tra il suo piano superiore include 3 camere da letto, un salone e due cortili. Tuttavia, ha bisogno di amore e ristrutturazioni per essere messa nuovamente in funzione. Il nostro progetto prevede il ripristino del tetto e delle altre parti della struttura che stanno cedendo, nonché l’aggiunta dei servizi fondamentali.
Una volta ripristinata, la casa si aprirà per accogliere i visitatori, non solo durante l’importante fiera, ma tutto l’anno, in modo da arricchire il territorio e diversificarne l’offerta. La Sardegna è talmente ricca di tradizioni che spesso chi viene da fuori (e non solo) si ritrova spaesato dalla quantità di offerta: noi vogliamo guidare chiunque voglia arricchirsi di questa esperienza, offrendo non solo tutta l’ospitalità per cui siamo famosi, ma anche un assaggio della cultura sarda offrendo la possibilità di imparare un pezzo dell’arte sarda, attraverso la scuola di ricamo, che sarà aperta sia agli allievi locali che ai visitatori temporanei a cui verrà offerto un pacchetto soggiorno inclusivo dell’esperienza dell’apprendimento dei fondamenti del ricamo sardo.
I visitatori, varcando le soglie della Casa del Ricamo Sardo a Mogoro, faranno un viaggio nel tempo che li porterà indietro in un’epoca antica, dove potranno assaporare la tradizione Sarda nonché l’aria che si respira in una vera casa che ci aspetta lì, con trecento anni di storie da raccontare.
Inoltre, la ricchezza del territorio dell’Alta Marmilla ci permetterà di porci nei confronti dei visitatori come guide, offrendo escursioni alla fiera di Mogoro, a uno dei vicini complessi nuragici, e così via.
Allo stesso tempo, con lo sguardo rivolto alla comunità, offriremo a tutti coloro che già risiedono nel territorio e che vorranno interfacciarsi col ricamo sardo, la possibilità di frequentare la scuola per i corsi che si terranno durante il periodo estivo, in modo da estendere questa possibilità al di fuori del territorio cagliaritano.
L’obiettivo è cercare di raggiungere più persone possibili, per mantenere attiva la tradizione del ricamo, allo stesso tempo garantendo un patrimonio che finalmente potrà essere trasmesso a tutte le donne (e non solo) e anche all’interno delle famiglie, di generazione in generazione com’era una volta.
Se siete arrivati fin qui: vi ringraziamo per l’attenzione che avete prestato a questo progetto. Il nostro è un progetto di comunità, e non sarebbe realizzabile senza tutti voi. Grazie a chiunque vorrà appoggiare con il proprio contributo la Casa del Ricamo Sardo.
La nostra casa, la vostra casa.
Chi Deu vi du paghede!
Nel 2016, un gruppo di donne determinate a riportare la tradizione al suo posto, tra le mura del focolare domestico, fondano una scuola di ricamo sardo a Cagliari.
Dopo molti anni di latitanza, il lavoro artigianale del ricamo ritrova posto nei tempi moderni.
La scuola è stata adibita in una bottega dal sapore di una volta, ed è formata da più salotti capaci di ospitare più persone con lo scopo di creare una congrega di appassionate di tradizione e insegnare loro l’arte del ricamo sardo, nello stile con cui tanti anni fa le donne si riunivano per ricamare e fare altri lavori manuali, e nel frattempo chiacchierare e fare comunità.
Lo scopo della scuola non è solo di insegnare tutte le tecniche per la realizzazione di uno scialle tradizionale, ma di viverlo così come si faceva una volta.
Il progetto ha fatto emergere un sentimento di rivincita della propria identità e di fame di comunità, fino ad allora sopito. Ebbe subito un quasi inaspettato successo a Cagliari e, al contempo, tanta richiesta in altre parti della Sardegna. Vedendo questa richiesta abbiamo realizzato che la scuola ha bisogno di espandersi e raggiungere nuove comunità per poter rispondere all’esigenza locale di coesione territoriale e di apprendimento. Vogliamo che ogni donna, così come un tempo, debba avere nel proprio guardaroba il proprio scialle, un totem della propria identità e della propria origine, e vogliamo aiutarle a imparare a ricamare loro stesse un tale manufatto.
Siamo una squadra estremamente coesa, che lavora assieme dal 2016.
Erika Saba: sarda, 33 anni, imprenditrice amante della tradizione e mente creativa di tutti i progetti. Dopo lunghi anni di esperienza nel settore dell’ospitalità in Gran Bretagna, in Francia e in Nord Italia, ha voluto portare il suo know-how e il suo entusiasmo nella sua terra d’origine per metterlo a frutto.
Cristina Zara: pittrice specializzata in botanica sarda, che con Erika ha dato vita alla prima collaborazione il cui frutto è stato la bottega di artigianato con sede in Via Orlando a Cagliari.
Nel 1800, epoca in cui la Sardegna visse una forte diffusione della moda, anche attraverso spunti provenienti dal resto d’Europa, lo scialle era molto più di un semplice accessorio. Uno dei componenti più importanti della mise di ogni donna, su muccadori (in tutte le sue varie declinazioni: su muccadori de conca, su muccadori de pettu, su muccadori mannu, e così via) era un modo in cui le donne raggiungevano il duplice scopo di coprire, a scopo di modestia, le parti del corpo che volevano tenere riservate, e contemporaneamente di mostrare e riflettere attraverso il pregio del tessuto e la ricchezza del ricamo l’agiatezza della propria famiglia e del proprio territorio. Lo scialle ricamato, che trae origini dalla Sardegna spagnola della seconda metà del quindicesimo secolo, negli ultimi due secoli si è conquistato il podio dell’arte tessile sarda grazie alla possibilità che offre, agli artigiani e alle artigiane, di manifestare l’abilità e la creatività che possono essere infuse in questo capo così speciale. Fino ai primi del ‘900 veniva indossato nel quotidiano dalle donne di tutta l’isola e tanto il tessuto quanto i colori e il soggetto e la tecnica del ricamo, raccontavano il luogo di provenienza di una persona, il suo ceto sociale, e l’occasione in cui veniva sfoggiato: anche il portamento dell’indossatrice dava informazioni sul paese natale.
Ancora oggi, nonostante l’avvento alla fine del diciannovesimo secolo delle prime macchine da cucire e successivamente delle ricamatrici meccaniche, è ancora una forma d’arte e un segno distintivo di riconoscimento, custodito orgogliosamente da ogni famiglia sarda da generazioni.
L’arte del ricamo è ben conosciuta in tutto il mondo: originata in tempi antichissimi, si presume che in Sardegna si sia sviluppata a partire dalle epoche dei primi commerci nel mar Mediterraneo. Sviluppatasi in varie forme, non ultima la lavorazione dell’oro, che nella gioielleria sarda basata sulla lavorazione della filigrana che ancora oggi richiama gli antichi motivi dell’epoca Fenicia, questa forma d’arte è stata mantenuta viva dall’attività prevalentemente femminile fino ai giorni nostri. La facoltà di poter trasmettere messaggi e simboli attraverso i tessuti ha fatto sì che scialli, cappotti, corredi di nozze, e altri manufatti venissero abbelliti e arricchiti di significato ad opera di donne di ogni età fin dalla fanciullezza. L’avvento del pret-à-porter e delle nuove tecnologie, come in ogni settore, hanno soppiantato le antiche tecniche che sono state estirpate dalla quotidianità per essere relegate al folklore, alla museologia e al collezionismo.
Gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) costituiscono una serie di 17 obiettivi concordati dall'Organizzazione delle Nazioni Unite.
Buona salute: garantire una vita sana e promuovere il benessere di tutti a tutte le età.
Istruzione di qualità: garantire a tutti un'istruzione inclusiva e promuovere opportunità di apprendimento permanente eque e di qualità.
Rafforzare le modalità di attuazione e rilanciare il partenariato globale per lo sviluppo sostenibile.
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